Dentro Lightroom Classic: il plugin che marca gli scatti in cui il soggetto guarda me

Come ho smesso di passare le notti a ingrandire miniature una per una, e cosa fa esattamente il plugin dentro Lightroom Classic.

Tipica mattina di un fotografo a un Festival del Cinema: scarico la scheda e Lightroom mi riempie la griglia di quattrocentoventi fotogrammi della stessa faccia. Ma devo tirare fuori da quel mucchio i dieci o dodici scatti migliori.

Il photocall che li ha prodotti è durato otto minuti. Il soggetto entra, di fronte a una fila di teleobiettivi e flash che partono insieme. Ruota verso destra, torna al centro, poi a sinistra, un paio di secondi per volta, mentre lo chiamano per nome da cinque punti diversi. Di quei quattrocentoventi fotogrammi, per me quelli giusti sono soltanto quelli in cui mette gli occhi nel mio obiettivo e non in quello del collega che ho accanto.

Non è una scelta, è uno smistamento

Chi non fa questo mestiere pensa che si riconoscano al volo. Nella griglia quelle miniature sembrano la stessa identica fotografia stampata quattrocento volte. Quello che separa uno scatto da mandare da uno da cestinare è uno scarto di pochi gradi nell'orientamento della testa, e dentro una miniatura larga due centimetri non si vede. Il fuoco è un capitolo a parte: finché non ingrandisci al cento per cento, un file alla volta, non sai se sono a fuoco gli occhi o la punta del naso.

Così la trafila era sempre quella. Scorrere, ingrandire, decidere, dare un colore, tornare indietro perché forse quella prima era meglio. Tra i venti e i venticinque minuti ogni volta, delle volte a notte fonda, dopo dodici ore in piedi. E non era nemmeno editing: era manovalanza su materiale quasi tutto destinato al cestino.

[[IMMAGINE 1: la griglia della Libreria di Lightroom Classic piena di miniature quasi identiche dello stesso volto, prima di qualunque analisi]]

I programmi di selezione automatica rispondono a un'altra domanda

Esistono software o funzionalità che sfoltiscono in automatico, e alcuni lavorano bene: misurano la nitidezza, trovano gli occhi chiusi, raggruppano gli scatti quasi uguali di una raffica, individuano quelli con gli occhi a fuoco, ecc. Nessuno però verifica la cosa da cui dipende tutto in un photocall: verso quale obiettivo sta guardando il soggetto. Può essere tutto a posto: fuoco, esposizione, occhi aperti. E la foto resta imperfetta, perché in quel centesimo di secondo l'attore guardava la macchina di qualcun altro.

Cosa succede dentro Lightroom

Allora me lo sono scritto. Si chiama Hit the Lens Plugin e per Lightroom Classic è un plugin vero, non un'applicazione a parte che vi fa saltare avanti e indietro tra due finestre.

Per installarlo Lightroom deve essere chiuso, perché i plugin li carica quando parte. Si lancia il programma di installazione, si riapre Lightroom, e la voce è lì nel modulo Libreria, sotto Library > Plug-in Extras > Hit the Lens Plugin: analyze the selected photos. I nomi dei menu di Lightroom li cito in inglese, come compaiono nell'interfaccia originale; la voce del plugin invece segue la lingua di Lightroom, quindi su un Lightroom italiano leggerete «Hit the Lens Plugin: analizza le foto selezionate».

Selezionate in griglia le foto da controllare e aprite quella voce. Analizza quelle e soltanto quelle, il resto del catalogo non viene sfiorato. Cosa fa? Stabilisce due cose: se la testa è rivolta verso il vostro obiettivo e se l'immagine è a fuoco. Poi assegna una sola etichetta colore, scritta direttamente nel catalogo di Lightroom.

  • Verde: sguardo dentro l'obiettivo e immagine a fuoco. Le candidate.
  • Giallo: incerto. O lo sguardo non lo convince fino in fondo, o la nitidezza gli sembra al limite. Da riguardare.
  • Viola: nel fotogramma c'è un volto, ma il fuoco non è sugli occhi.
  • Nessuna etichetta: lo sguardo è altrove, oppure di volti non ne ha trovati, oppure il file non si lasciava analizzare. In quei casi non scrive nulla.

Le etichette restano nel catalogo e finisce lì. Non genera file XMP, non lascia niente accanto alle foto, niente metadati da rileggere, e i RAW restano intatti. Se nella selezione ci sono immagini che avete già etichettato a mano, si ferma e chiede prima di procedere: azzero i colori esistenti e vado avanti, oppure non tocco niente. Un'etichetta messa da voi non viene mai cancellata di nascosto. E lavora soltanto sulle etichette colore: le stelle restano il vostro metro di giudizio.

Finestra del plugin: foto già etichettate
Se nella selezione ci sono foto già etichettate, il plugin si ferma e chiede.

Il calcolo avviene tutto sul vostro computer. Nessuna foto viene caricata da nessuna parte, e durante la beta gratuita il programma non fa nessuna chiamata di rete, nemmeno per cercare aggiornamenti.

A fine analisi compare un riepilogo che dice quante foto sono rimaste fuori e perché: file che non sono RAW (i JPEG li salta), copie virtuali, file che il catalogo non trova più, nomi doppi. Serve a non restare con il dubbio di averne selezionate quattrocento e di averne viste passare soltanto trecentoquaranta.

Finestra del plugin con il riepilogo dell'analisi
Il riepilogo di fine analisi: quante verdi, quante gialle, quante viola, e cosa è rimasto fuori.

La voce Hit the Lens Plugin nel menu di Lightroom Classic
La voce del plugin nel menu di Lightroom Classic.

Poi si torna alla barra dei filtri della Libreria, si spunta il verde e si parte da lì. Sul mio photocall tipo sono sceso da venti o venticinque minuti a dieci o quindici. Sul mio computer, in Lightroom Classic 15.5.1, trecentotto RAW passano in circa un minuto: è la mia macchina, sulla vostra i tempi saranno altri.

Libreria di Lightroom filtrata sulle sole foto verdi
Nella barra dei filtri si spunta il verde e si parte da lì.

Gli occhiali da sole non lo fermano, se il viso è rivolto verso la fotocamera: il calcolo parte dall'orientamento della testa, non serve vedere le pupille. Sui tappeti rossi d'estate conta.

Griglia di Lightroom a fine analisi con etichette colore
La stessa raffica a fine analisi: verde, giallo e viola sulle miniature.

Dove si ferma

Gira su Windows 10 e 11 a 64 bit, una versione per Mac oggi non esiste. È una beta, la 0.9.7 del 22 settembre 2026: può sbagliare e può avere difetti, quindi il vostro giro di controllo abituale resta tutto, e le condizioni della beta lo mettono per iscritto. Il programma di installazione non è ancora firmato digitalmente, quindi la prima volta Windows SmartScreen può mostrare la schermata blu «Windows ha protetto il PC»: bisogna aprire «Ulteriori informazioni» e scegliere «Esegui comunque».

E soprattutto: quello che vi restituisce è una preselezione da verificare, non una sentenza. Non cancella e non sposta niente, mette solo in ordine il mucchio. Guardare le foto resta un vostro lavoro, comprese quelle senza etichetta.

Come provarlo

Si usa gratis fino al 31 gennaio 2027. Non c'è un account da creare, non c'è una chiave da inserire, non vi viene chiesta una carta. Sulla pagina del prodotto c'è un modulo breve: un indirizzo email e che genere di fotografia fate, più due caselle obbligatorie da spuntare, le condizioni e la beta così com'è. Il link arriva per email. Da sapere prima di installarlo: dal 1 febbraio 2027 una copia già installata smette di analizzare le foto. Non cancella niente, e le etichette colore già scritte restano dove sono.

Finita la beta costerà 39 euro, con un prezzo di lancio di 29 euro. A chi l'ha provata spuntando la casella facoltativa sulle comunicazioni promozionali arriva per email, prima che il periodo gratuito finisca, un codice che porta il prezzo a 19 euro. Se quella casella resta vuota non vi arriva pubblicità, soltanto le comunicazioni tecniche legate al download.

Cosa mi serve da voi

Qui non si compra niente. Se lavorate su questo genere di eventi, provatelo su un servizio vostro vero, non su una cartella di prova, e poi mandatemi le immagini su cui sbaglia: i falsi verdi, gli scatti buoni che si è lasciato sfuggire, e soprattutto i generi che io non fotografo: matrimoni, sport. Quando ci prende non imparo niente. Sono gli errori a dirmi dove non ha ancora capito il mestiere. L'indirizzo è hitthelensplugin@fadege.it, leggo e rispondo io.

[[IMMAGINE 4: due fotogrammi consecutivi nella vista di confronto di Lightroom, a sinistra gli occhi nell'obiettivo, a destra la testa appena ruotata]]

Se invece in Lightroom non ci lavorate, questo plugin non vi serve. Per Capture One non c'è un plugin: c'è un'applicazione Windows separata, che si lancia dal menu Image > Open With di Capture One e scrive i colori in file XMP accanto alle foto. L'ho raccontata in un articolo a parte.

Hit the Lens Plugin è un prodotto indipendente di DIGITAL INDEX (Modena, Italia), P.IVA IT02271330363. Non è affiliato, sponsorizzato, autorizzato né approvato da Capture One A/S o da Adobe. Capture One è un marchio registrato di Capture One A/S. Adobe e Lightroom sono marchi registrati o marchi di Adobe Inc. negli Stati Uniti e/o in altri Paesi.